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LEGISLAZIONE

SISTEMATICA


 

METODOLOGIA DI LAVORO

I fossili, in quanto resti di organismi, sono indicatori di antichi ambienti e quindi sono essenziali nell'interpretazione paleoecologica, paleobiologica, paleoclimatica e paleoceanografica. Inoltre, poiché gli organismi sono l'espressione di una evoluzione che avviene attraverso fenomeni di speciazione irripetibili nel tempo, i loro resti fossili possono essere considerati come l'esempio di un processo evolutivo costituito da comparse e scomparse (bioeventi come elementi tempo-diagnostici) che sono la base della biostratigrafia. I bioeventi costituiscono dei punti fermi che permettono di correlare i geoeventi presenti nelle successioni stratigrafiche.I fossili sono particolarmente utilizzati anche per le cronocorrelazioni ele datazioni relative dei livelli che li contengono (biocronologia); individuano anche discontinuità e lacune nelle successioni sedimentarie.

La nostra metodologia di lavoro seguita per la catalogazione dei fossili prevede le seguenti fasi:

1) Ritrovamento dei fossili:
A seguito di un'approfondita ricerca bibliografica si evidenziano su carta topografica i punti ove si suppone la presenza di fossili interessanti. La ricerca sul terreno, coordinata da carte geologiche o tematiche, consente di individuare gli affioramenti che possano ospitare l'oggetto dell'analisi. Si procede portando a giorno e pulendo gli strati e, dove possibile, le loro superfici in modo da poter misurare la successione e riportare su un log gli strati fossiliferi. La raccolta dei reperti avverrà quindi strato per strato.

2) Osservazioni tafonomiche e caratteristiche litologiche del sedimento:

2a) Caratteristiche degli elementi conservati

  • Posizione stratigrafica
  • Determinazione paleoicnologica (strutture biogeniche, bioturbazioni, perforazioni, tracce di reptazione, nutrizione, abitazione, fuga etc.)
  • Determinazione tassonomica: presenza di altri gruppi (para)tassonomici fissati all'oggetto conservato (cementanti, perforanti, bioturbatori etc.)
  • Determinazione paleoecologica:
  • Stadio di svolgimento e età dell'organismo.
  • Stile di vita e habitat dell'organismo (marino, non-marino; nectonico, planctonico, bentonico etc)
  • Composizione chimica, mineralogica e petrologica al momento del ritrovamento e, quando possibile, originaria
  • Morfologia attuale
  • Grado di biodegradazione-decomposizione
  • Grado di mineralizzazione
  • Grado di erosione e bioerosione
  • Orientazione (posizione rispetto al substrato)
  • Grado di dispersione e/o disarticolazione

2b) Caratteristiche delle associazioni conservate

  • Situazione geografica dell'area di studio e contesto stratigrafico
  • Numero degli elementi identificati
  • Diversità morfologiche
  • Diversità tassonomiche
  • Diversità e uguaglianze paleoecologiche
  • Diversità nella composizione chimica, mineralogica e petrologica al momento del ritrovamento e, quando possibile, originaria
  • Distribuzione degli elementi nello spazio
  • Distribuzione degli elementi nella scala temporale

2c) Litologia:
descrizione delle caratteristiche litologiche del sedimento in cui il campione è contenuto (composizione, tessitura, granulometria, strutture, colore ).

3) Foto:
prima della raccolta, si fotografa il fossile in posto, cogliendone i parametri dimensionali e la posizione rispetto allo strato che lo contiene.

4) Campionamento e pulitura:
Al rilevamento topografico segue la raccolta del fossile, osservando tutte le precauzioni necessarie per liberare correttamente il campione dal sedimento che lo contiene. Si procede all'estrazione completa (quando possibile) del reperto dalla matrice. Quando l'operazione risulta compromettente si opera portando a giorno la maggiore porzione possibile del campione. Una volta terminata la fase di messa a giorno si procede alla pulitura vera e propria, eliminando le porzioni di matrice più sottili, mettendo in evidenza i caratteri peculiari (ornamentazioni esterne o strutture interne),che permetteranno di passare con efficacia alle fasi di riconoscimento e successiva catalogazione dell'oggetto in esame.

5) Studio sistematico:
Le caratteristiche morfologiche dei fossili, base per uno studio tassonomico-sistematico, vengono confrontate con quelle riportate nella letteratura specializzata (descrizione degli olotipi, tavole paleontologiche, monografie etc.) in modo da produrre una classificazione attendibile e il più possibile dettagliata.

Qui di seguito è riportata una scheda sistematica che verrà elaborata dopo la classificazione del fossile.

  1. Phylum
  2. Subphylum
  3. Classe
  4. Sottoclasse
  5. Superordine
  6. Ordine
  7. Sottordine
  8. Superfamiglia
  9. Famiglia
  10. Sottofamiglia
  11. Genere
  12. Specie


7) Catalogazione e posizionamento nella vetrina del museo:
Dopo lo studio sistematico al reperto viene dato un numero di inventario e, eventualmente, la posizionedi collocamento nella vetrina. Tutte queste informazioni saranno riportate in una scheda di dettaglio all'interno del database del museo.

I seguenti dati sono il completamento delle informazionirelative alla sistematica date al paragrafo precedente:

GEOCRONOLOGIA

  • Eone
  • Era
  • Periodo
  • Epoca
  • Età

DEPOSITORIO

  • Museo
  • Sala
  • Vetrina
  • Ripiano

INFORMAZIONI

  • Sinonimie
  • Materiale
  • Descrizione
  • Osservazioni
  • Località
  • Distribuzione stratigrafica
  • Bibliografia
  • Collezione
  • Note


8) Biostratigrafia
La biostratigrafia, per mezzo del particolare contenuto fossilifero, organizza gli strati delle successioni stratigrafiche in unità (biozone). I fossili costituiscono ancora il mezzo più attendibile per correlazioni accurate che approssimano le cronocorrelazioni e quindi per ordinare nel tempo le successioni sedimentarie presenti sulla Terra. Tutto questo porta, attraverso la costruzione di una scala biostratigrafica standard, ad unità cronostratigrafiche standard globali.

 


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