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INTRODUZIONE


“Perché non facciamo un museo?”. “Però, può essere…”. “Si, un po’ come quello de La Sapienza, o di Firenze?”, “Mmh… si, perché no?! E tu che ne pensi, Jack?”. “Beh fatelo, io vi aiuto a classificare le bestie, voi lo costituite…”
Pressappoco è stato questo lo scambio di battute all’inizio della storia. Eravamo nella stanza di Jack, all’università, a parlare di tutto e, in questo caso, l’idea ci illuminò prepotente.
Così noi studenti ci siamo ingegnati per poter riuscire a costituire un museo e abbiamo deciso di usufruire dei finanziamenti stanziati per le Attività Socio-Culturali. Queste ultime sono iniziative volute, organizzate e realizzate dagli studenti per gli studenti stessi. Grazie a questi fondi e alla fantasia degli studenti è stato possibile realizzare cineforum, laboratori di teatro, viaggi, seminari, concerti e … un museo!
Per poter gareggiare bisognava presentare un progetto. La nostra intenzione era quella di creare collezioni provenienti da tutta Italia così da avere un quadro della presenza biologica nella penisola nel passato. Da lì, insieme ai dati sedimentologici e di geologia strutturale, ricostruire una sorta di assetto paleogeografico del nostro Paese durante lo scorrere del tempo geologico.
Non era una cosa semplice, perché la ricerca paleontologica non è così immediata e veloce. Bisogna innanzitutto fare studi sulle tante e varie stratigrafie realizzate e proposte per l’intera penisola, successivamente andare a trovare e prendere i fossili, superando, tra l’altro, mille difficoltà, non ultime quelle burocratiche per ottenere i permessi per l’asportazione dei campioni. Infine, bisogna lavorare i fossili, pulirli, “tirarne fuori l’essenza”e sistemarli in maniera ottimale nelle bacheche.
Per questo abbiamo deciso di concorrere per tre anni consecutivi con lo stesso progetto, indirizzato volta per volta alla scoperta della storia paleontologica dell’Italia centrale, settentrionale ed infine meridionale, suddividendo il progetto iniziale in tre parti.
La prima trance è stata indirizzata allo studio dell’Italia centrale, in quanto è il luogo da noi meglio conosciuto e più battuto e, di conseguenza, quello in cui abbiamo raccolto la maggior parte dei campioni. L’idea si è rilevata subito buona visto che molti di noi erano alla prima esperienza di musealizzazione. Avendo fatto già più della metà del lavoro, ci potevamo impegnare maggiormente sugli aspetti che non conoscevamo.
Un solo luogo era, paleontologicamente e geologicamente, per noi quasi sconosciuto: la Sardegna. L’escursione in Sardegna è stata una delle più belle mai fatte. L’abbiamo girata in lungo e in largo, vedendo luoghi mozzafiato e raccogliendo fossili mentre passeggiavamo nel tempo geologico, dagli albori della vita fino ai nostri giorni.
Un’attenzione particolare è stata impiegata per la conoscenza della normativa riguardante il patrimonio geologico e paleontologico e la sua conservazione. Ci siamo mossi, e lo stiamo ancora facendo, affinché la legge venga rispettata. La norma del 1939, riaggiornata nel 1999, vieta la raccolta di campioni fossili e/o archeologici per fini privati, in quanto oggetti appartenenti allo Stato italiano. Ancora meno ne è tollerato il commercio.

Il nostro impegno è stato, ed è tuttora, volto a sensibilizzare il pubblico su queste leggi che, quando non misconosciute, vengono prese sottogamba.
Inoltre volevamo promuovere una politica di “possesso intellettuale”, cercando di convincere i collezionisti a donare i loro campioni al museo in cambio del loro nome scritto vicino a quello del fossile. Così facendo si sarebbe tolto l’obbligo di un fossile tenuto a casa, e si sarebbe data importanza al suo scopritore. In questo modo è stato possibile anche legalizzare le collezioni denunciando la loro presenza alla Sovrintendenza dei Beni culturali.

E’ stato bello vedere la risposta positiva del pubblico: in tanti ci hanno donato o vogliono donarci le loro collezioni.
Il progetto si chiama “Sezione Paleontologica del futuro Museo di Geologia” e, così, lanciavamo anche un’esca per coloro cui la paleontologia non interessava ma vivevano nell’ambito accademico per realizzare alla fine un museo di Geologia vero e proprio…


… Stiamo ancora aspettando…

Il museo non aveva ancora un nome e mai avremmo pensato di dargli quello che ha ora…

Era un pomeriggio di fine Settembre ed eravamo al campo di Paleontologia con i ragazzi del primo anno, con i campioni per il museo nello zaino…

Un saluto, un sorriso, Ciao, poi più niente, il buio, la pioggia… così se ne è andato Jack… sulla montagna che più amava e studiava. Nessuno voleva crederci. Affrontare la cosa è stata dura…
Angelo, allora, in quella notte umida, in cui non si poteva fare altro che aspettare, propose di dedicargli il museo. In quella notte abbiamo deciso di rendere Jack immortale.
In quella notte nacque il Museo Jack Pallini.

E’ passato circa un anno e il museo, tra mille difficoltà, vive e comincia a muovere i suoi primi passi. Adesso ci troviamo al compimento del secondo progetto. L’Italia settentrionale. I ragazzi ci stanno lavorando.
Nel frattempo nasce anche il sito internet del museo nel quale, oltre a queste poche e striminzite parole, poniamo attenzione ad un database di fossili disponibile online. Può essere importante per lo studioso, per il semplice curioso o appassionato avere a disposizione anche questo materiale sul web. Il database è basato sui fossili che sono in collezione, con un riguardo alla diversità intraspecifica con la realizzazione di schede ad hoc per ogni campione e non solo per ogni specie. In alcuni casi, in particolar modo per alcune specie di ammoniti, la diversità intraspecifica può portare a fare errori nelle classificazioni, errori che così possono essere in parte bypassati.
Noi consideriamo il Museo Jack Pallini come un “museo in progress” in cui i dati vengono continuamente raccolti, le collezioni sempre aggiornate e, di conseguenza, il sito sempre in lavorazione. Non ci saranno pagine “under costruction” ma, ovviamente, avendo a che fare con la scienza, i dati potranno essere spesso (speriamo) aggiornati, magari cambiandoli. Ancora, di pari passo con l’acquisizione dei fossili, il database verrà aggiornato e ampliato.
Prego, pigiate il pulsante giusto e buona navigazione…

Er Polacco

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